A passi lenti ma costanti

Era come sentirlo per la prima volta. Il vento intendo dire. Era come sentire per la prima volta la voce del vento, quel suo soffio leggero, ma potente, quel suo incedere su per i pendii, il suo attraversare le foglie, le pietre, e più su fino in alto. Avevo camminato a lungo, con un ritmo lento ma costante, così, mi avevano detto: procedi a passi lenti ma costanti, non perdere mai il ritmo, il ritmo del cuore che guida il respiro e spinge le gambe, un passo dopo l’altro. Conta. Continua a leggere “A passi lenti ma costanti”

Annunci

Sul camminare

Sul camminare, sull’andare a passi spediti o lenti, lasciare che il vento accarezzi la faccia, la fronte, si insinui tra i capelli, batta sulle palpebre a tratti facendole chiudere, sul viaggiare percorrendo luoghi noti, visti e rivisti ma nuovi ogni volta, nuovi ad ogni nuovo cammino, come se lo sguardo, mentre i piedi toccano terra trovasse sempre un nuovo dettaglio, un particolare sfuggito la volta precedente. Sull’andare senza una meta precisa, solo per il gusto di andare, solo per il gusto di mettere un piede dietro l’altro, una gamba dietro l’altra in un incedere ritmico che trae forza dal battere del cuore contro il petto del respiro contro i denti. Di un tempo ritrovato, riconquistato, strappato a piccoli morsi allo scorrere incessante degli eventi, un tempo ancorato a corpi al rallentatore.
Da tempo non scrivo più lettere, le ultime stanno chiuse dentro un cassetto, mai spedite. Da ancora più tempo non leggo lettere.
Camminare è scrivere, con la penna sulla carta, e leggere parole, scritte con l’inchiostro.
Da tempo non scrivo più con l’inchiostro, ma scrivo cose che quasi nessuno legge.
Anche camminare è camminare soli.

Pioggia

Quelle strisce opache lungo i vetri della finestra che dava sulla strada… Matilde pensava che questa volta avrebbe anche potuto farlo, uscire e non tornare, uscire e lasciare la porta spalancata.

Sistemò la pentola sul fornello piccolo tanto per tenerla in caldo e metterci la pasta appena i suoi passi avessero risuonato lungo le scale. Le strisce opache si erano moltiplicate sui vetri e il vapore cominciava ad appannare la notte. Continua a leggere “Pioggia”

Frammenti di un discorso

“Cosa dici se ce ne torniamo a casa sono un po’ stanca e ho anche freddo…”

“Io vorrei rimanere un altro po’, lo sai che amo avere i brividi sulla pelle e poi, l’aria fresca mi schiarisce le idee… del resto sono così confuse nell’ultimo periodo che forse ci vorrebbe una burrasca per riuscire a ripulirle, ma questa, è un’altra storia.” Continua a leggere “Frammenti di un discorso”

Fili

L’uomo dal largo cappello si tuffò velocemente in mezzo alla folla. Chi lo conosceva sapeva che era solito sedere ad una panchina ai bordi della piazza e attaccare bottone col primo venuto avendo la capacità di parlare per ore senza mai interrompersi e soprattutto, senza dare all’altro la possibilità di replicare o controbattere in alcun modo. La gente sapeva che di sicuro non era una cattiva persona, che anzi aveva cose intelligenti e sensate da dire, racconti di viaggi meravigliosi, esperienze di vita vissuta che in pochi avrebbero potuto eguagliare, aneddoti e fantasticherie degne di un cantastorie di altri tempi. Continua a leggere “Fili”

Ora d’aria

Si staccano insieme, come due ombre, dalle pareti della sala.
Gli applausi si sono spenti piano, rimane solo il vocio degli spettatori che si attardano nelle ultime chiacchiere prima di imboccare la via di casa.
Piano si avvicinano al proscenio, in silenzio, quasi imbarazzati, forse annoiati. E poi svaniscono, in pochi secondi… dietro le quinte? Per un’uscita laterale?
Il sipario rimane aperto, la porta della cella si chiuderà con un certo frastuono. Domani sarà un altro giorno uguale a tutti gli altri, ma oggi l’ora d’aria si è nutrita della linfa di Melpomene.

Istantanea triestina

Trieste, la sfuggente. Trieste malinconica o forse un po nostalgica. Trieste e un porto glorioso che ora non è più. La frontiera… Limite e soglia.
Troppo pochi due giorni per definire questa nostalgia, troppo pochi per racchiudere i mille volti di una città che la storia ha attraversato in lungo e in largo lasciando tracce tanto profonde quanto dolorose. Continua a leggere “Istantanea triestina”