Ma tu ce l’hai facebook?

Insomma stavo lì, seduto a un tavolo con un bicchiere di rosso davanti e non è che avessi questa gran voglia di chiacchierare. E invece…

Posso? mi fa lei. Certo, non aspetto nessuno, rispondo tra il perplesso e l’imbarazzato. Mi si siede di fronte con grande disinvoltura, mi avvicina il bicchiere. Cin. Sollevo il mio, cin.

E’ vestita con estrema eleganza. Camicetta bianca con polsini in pizzo, pantalone blu appena sopra le caviglie, tacchi e borsetta in pelle scura. Ha un rossetto di un rosa appalido appena accennato e mi sorride con grande dolcezza. Continua a leggere

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La lettera

Teneva la lettera stretta tra le mani che tremavano. La rigirava, la guardava in controluce, poi la  rimetteva sul tavolo e studiava i dettagli, le piccole macchie giallognole impresse dal tempo, le  sbavature di inchiostro, le cancellature che comparivano qua e là in qualche riga. La piegatura  regolare ed estremamente precisa che aveva provato a cancellare, anche se solo in parte, alcuni  passaggi.

Era stato difficile, la lettera era stata scritta non in perfetto italiano, qua e là c’erano termini  dialettali che lui non riusciva a capire fino in fondo, errori di grammatica e ortografia abbondavano  in ogni dove, ma il contenuto, quello era molto chiaro. Chi l’aveva scritta lo aveva fatto con fatica però, alla fine, aveva deciso di non spedirla, rilegandola dentro il  cassetto di un armadio. Continua a leggere


Errori di valutazione

E va bene, va bene… ho fatto un errore di valutazione! Ho capito! E mica mi posso fustigare per questo… o forse dovrei?
Katia mi guarda sgranando gli occhi ancora appannati dal sonno, ma si vede che ha la faccia contrariata, anche se non dice niente io immagino tutto quello che le sta passando per la testa: non c’è niente da fare, sei un caso disperato, ma quando imparerai…?
Sulla mia testa si materializza un macigno attaccato ai cavi di una gru ad un’altezza vertiginosa. Continua a leggere


Cose che succedono

La mattina è lenta. Quando cercavo di spiegralo a mia madre che mi buttava giù dal letto per farmi arrivare in tempo a scuola erano solo urla e inseguimenti per tutta casa. Poi provai con il mio capo, ma anche con lui non fu semplice. Ogni volta mi guardava con la fronte corrugata e il sopracciglio destro leggermente alzato, mentre l’altro si abbassava come per prendere meglio la mira. Puntare, mirare, fuoco. Il colpo mi raggiungeva puntualmente dietro le spalle, quando, nel tentativo di passare inosservato accelleravo il passo e sgattaiolavo verso gli spogliatoi. Continua a leggere


Nostalgie

Nostalgia. Di uno scompartimento a 6 posti. Chiacchiere con perfetti sconosciuti, persone che tanto non rivedrai mai più, o forse si, su altre strade, in altri luoghi.

Nostalgia di un ascolto senza impegno e senza conseguenze, di ore sospese sulla linea continua delle rotaie, di stazioni affollate, saluti, abbracci, lacrime, valigie stracolme, occhi che seguono e si perdono all’orizzonte.

Nostalgia di luoghi non visti, avventure mai vissute, viaggi mai fatti, amori inseguiti e subito persi, e, solo per questo ancora vivi. Nostalgia di un tramonto d’estate, di un cielo tinto di rosso, di nuvole incendiate. Continua a leggere


Il pescatore

Come ogni mattina Aldo si alzava di buon’ora. Si preparava un’abbondante colazione a base di uova al tegamino, pane e salsicce, beveva una buona tazza di caffè amaro e contemplava le nuvole dall’alto del suo quinto piano senza ascensore, quello da cui aveva guardato il mondo fin da quando stava dentro la culla e si arrampicava aggrappandosi alle sbarre tirate su senza che la madre se ne accorgesse. Era proprio da quelle sbarre, da quel quinto piano che aveva visto cadere la neve per la prima volta. O forse l’aveva semplicemente sognata, chi può dirlo… Del resto i ricordi dei bambini sono poltiglie di fantasia e realtà mixate al ritmo di una meraviglia mai sopita. Continua a leggere


Tatuaggi

Guardo quei tatuaggi forti, impressi su delle braccia cadenti, segnate dagli anni, dal sole, dalle stagioni e dalle mille lune. Sono due donne che avranno superato i 70 da poco probabilmente, ma hanno tatuaggi che potrebbero essere delle loro nipoti oggi. Le guardo e penso alle braccia di mia madre e alla faccia che farebbe se le se le trovasse davanti. Continua a leggere