Tatuaggi

Guardo quei tatuaggi forti, impressi su delle braccia cadenti, segnate dagli anni, dal sole, dalle stagioni e dalle mille lune. Sono due donne che avranno superato i 70 da poco probabilmente, ma hanno tatuaggi che potrebbero essere delle loro nipoti oggi. Le guardo e penso alle braccia di mia madre e alla faccia che farebbe se le se le trovasse davanti. Continua a leggere “Tatuaggi”

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Alla ricerca di Tito

I lacci si scioglievano in continuazione. Ogni 5 minuti ci fermavamo, mi chinavo, glieli riallacciavo e andavamo avanti. Il tempo sembrava essere scandito in maniera perfetta da questo movimento armonico: stop, giù, lega, su… Eravamo partiti alle prime luci dell’alba. Avevo fatto una gran fatica a buttarlo giù dal letto, dormiglione per com’era, ma alla fine lo avevo convinto. “Dobbiamo andare a cercare Tito! Presto altrimenti chissà dove andrà a finire…” Continua a leggere “Alla ricerca di Tito”

Istantanee africane

granbassam1.Donne che si muovono colorate con pesanti cesti in equilibrio perfetto. Sembrano non sentire il caldo né la fatica. Il termometro segna 34 gradi fissi giorno e notte, l’umidità annebbia la vista, spossa le ossa, ma loro si infilano agili tra taxi rumorosi e gas di scarico, nel formicaio quotidiano di un villaggio che aspira a diventare città. Esplodono i clacson riempiendo l’aria, c’è un cliente da trovare, un po di soldi da portare a casa a fine giornata quando ormai è buio e i rumori piano si spengono lasciando posto a luci fioche, euforia di birra e maquis, carne e pesce ad arrostire su una brace sempre accesa. Continua a leggere “Istantanee africane”

A passi lenti ma costanti

Era come sentirlo per la prima volta. Il vento intendo dire. Era come sentire per la prima volta la voce del vento, quel suo soffio leggero, ma potente, quel suo incedere su per i pendii, il suo attraversare le foglie, le pietre, e più su fino in alto. Avevo camminato a lungo, con un ritmo lento ma costante, così, mi avevano detto: procedi a passi lenti ma costanti, non perdere mai il ritmo, il ritmo del cuore che guida il respiro e spinge le gambe, un passo dopo l’altro. Conta. Continua a leggere “A passi lenti ma costanti”

Sul camminare

Sul camminare, sull’andare a passi spediti o lenti, lasciare che il vento accarezzi la faccia, la fronte, si insinui tra i capelli, batta sulle palpebre a tratti facendole chiudere, sul viaggiare percorrendo luoghi noti, visti e rivisti ma nuovi ogni volta, nuovi ad ogni nuovo cammino, come se lo sguardo, mentre i piedi toccano terra trovasse sempre un nuovo dettaglio, un particolare sfuggito la volta precedente. Sull’andare senza una meta precisa, solo per il gusto di andare, solo per il gusto di mettere un piede dietro l’altro, una gamba dietro l’altra in un incedere ritmico che trae forza dal battere del cuore contro il petto del respiro contro i denti. Di un tempo ritrovato, riconquistato, strappato a piccoli morsi allo scorrere incessante degli eventi, un tempo ancorato a corpi al rallentatore.
Da tempo non scrivo più lettere, le ultime stanno chiuse dentro un cassetto, mai spedite. Da ancora più tempo non leggo lettere.
Camminare è scrivere, con la penna sulla carta, e leggere parole, scritte con l’inchiostro.
Da tempo non scrivo più con l’inchiostro, ma scrivo cose che quasi nessuno legge.
Anche camminare è camminare soli.

Pioggia

Quelle strisce opache lungo i vetri della finestra che dava sulla strada… Matilde pensava che questa volta avrebbe anche potuto farlo, uscire e non tornare, uscire e lasciare la porta spalancata.

Sistemò la pentola sul fornello piccolo tanto per tenerla in caldo e metterci la pasta appena i suoi passi avessero risuonato lungo le scale. Le strisce opache si erano moltiplicate sui vetri e il vapore cominciava ad appannare la notte. Continua a leggere “Pioggia”

Frammenti di un discorso

“Cosa dici se ce ne torniamo a casa sono un po’ stanca e ho anche freddo…”

“Io vorrei rimanere un altro po’, lo sai che amo avere i brividi sulla pelle e poi, l’aria fresca mi schiarisce le idee… del resto sono così confuse nell’ultimo periodo che forse ci vorrebbe una burrasca per riuscire a ripulirle, ma questa, è un’altra storia.” Continua a leggere “Frammenti di un discorso”